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08/07/2020 - ICT news 0720

ICT news

Sommario

La tecnologia NFC: near feild communication, viene incontro ai non vedenti con interessanti funzioni applicative

INVAT continua nell’incessante e constante monitoraggio di siti Internet, il direttore Franco Lisi ci aggiorna sulle attività in essere.

Anche i non vedenti hanno tutto il diritto di andare in vacanza usufruendo del bonus vacanze ma ad oggi la app IO e la procedura richiesta risultano inacessibili.

La tecnologia NFC: near feild communication, viene incontro ai non vedenti con interessanti funzioni applicative

La tecnologia NFC, che sta per Near Field Communication, nasce allo scopo di creare una comunicazione bidirezionale, a cortissimo raggio, tra due dispositivi, ed è oggi integrata in molti modelli di smartphone permettendo ai dispositivi, su distanze non superiori a 10 centimetri, di scambiarsi dati tra di loro. Questa tecnologia è stata però applicata anche sul mercato della vendita per gestire le cosiddette etichette elettroniche che di fatto sembrano delle normali etichette autoadesive, o da cucire sui vestiti, anche impermeabili, che integrano all’interno un chip di memoria e una micro antenna e sono in grado di essere programmate con piccole sequenze di informazioni e di essere lette dal nostro smartphone quando lo avviciniamo a qualche centimetro. Grazie a questa caratteristica è possibile renderle utili per far si che la persona non vedente possa etichettare ed individuare le proprie cose, anche se queste sono molto vicine l’una all’altra, cosa che invece diventa più complessa con la lettura dei QR code tramite telecamera. Ne parliamo con Nicola Blando, un nostro socio che ha sperimentato con ottimi risultati questa interessante opportunità.
 
INVAT continua nell’incessante e constante monitoraggio di siti Internet, il direttore Franco Lisi ci aggiorna sulle attività in essere.

Come abbiamo più volte ribadito, tra le più importanti attività di INVAT, l’Istituto Nazionale per la Valutazione di Ausili e Tecnologie, è quello di verificare il lavoro svolto da chi sviluppa siti Internet ed app, verificandone il livello di accessibilità che è regolamentato da precise leggi e normative che però spesso non vengono applicate con la dovuta attenzione. Per fare questo ci si avvale di strumenti di diagnostica che analizzano nei dettagli i contenuti e il livello di accessibilità e di una squadra di esperti che si dividono quelli che sono considerati i siti e le applicazioni di maggior interesse e di un più ampio utilizzo. Questa attenta operazione genera dei report precisi che poi vengono sottoposti a chi ha realizzato il sito o la app e da quì parte un lavoro di verifica e sollecitazione che richiede ulteriori risorse per fare una costante verifica che possa portare ad una fruibilità da parte delle persone non vedenti ed ipovedenti e ad un rispetto delle normative. Anche in questi mesi difficili INVAT ha continuato a svolgere il proprio lavoro con risultati importanti, sopratutto laddove non ci sia stata la dinamicità o la precisa volontà di adeguare le procedure rendendole accessibili. Franco Lusi, direttore di INVAT, ci illustra il lavoro che invat sta portando avanti con un obiettivo non sempre semplice e molto volatile per i continui aggiornamenti dei software e dei siti web.

Anche i non vedenti hanno tutto il diritto di andare in vacanza usufruendo del bonus vacanze ma ad oggi la app IO e la procedura richiesta risultano inacessibili.

In questo ultimo periodo ci siamo abituati ad avere a che fare con app, rilasciate dal governo o dalle istituzioni, che hanno creato non pochi problemi di accessibilità ai disabili visivi perché, come si diceva pocanzi, non vengono rispettati i precisi criteri di accessibilità che sarebbero obbligatori per le amministrazioni, ne è esempio la app immuni che abbiamo trattato lo scorso mese. Ebbene anche in questa puntata si presenta un problema molto serio sull’app IO che serve per richiedere il bonus vacanze e che, ancora una volta, risulta fortemente inaccessibile e su questo grave e urgente problema l’agenzia delle entrate, che ha commissionato l’app IO per questo preciso scopo, ha ricevuto diffida anche da altre associazioni per l’impossibilità di poter fruire di questoservizio. Anche questa volta Roberto Scano si è battuto in prima persona per verificare, assieme ad INVAT, la triste realtà, attivandosi con immediatezza per cercare di uscire al più presto da questa spiacevole situazione. Lo abbiamo oggi ai nostri microfoni per raccontarci i dettagli ed aggiornarci su questa ennesima mancanza.

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